In data 23 febbraio Jens Eskelund, Presidente della European Union Chamber of Commerce in China (EUCCC) e Managing Director di Maersk China Ltd., si è espresso per un confronto sul contesto economico-regolatorio cinese e sulle implicazioni per le imprese europee.
Al centro della discussione il “European Business in China – Position Paper 2025/2026” (25ª edizione), documento annuale “member-driven” elaborato dalla comunità imprenditoriale europea in Cina: oltre 1.600 aziende, 51 working group e 1.141 raccomandazioni rivolte ai policy maker cinesi.
Perché è rilevante ora
Il Position Paper assume un peso particolare perché intende offrire contributi concreti in vista della definizione del 15° Piano Quinquennale (2026–2030), atteso a marzo 2026, che orienterà l’agenda economica e industriale del Paese nei prossimi anni.
Le 5 raccomandazioni chiave della EUCCC
Nel corso dell’incontro sono state richiamate le cinque direttrici principali proposte dalla EUCCC:
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Riforme strutturali per riequilibrare domanda e offerta.
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Più spazio alle forze di mercato nell’allocazione delle risorse.
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Relazioni commerciali più eque e riduzione delle asimmetrie.
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Transizione verde con condizioni abilitanti (energia, standard, investimenti).
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Transizione digitale inclusiva, riducendo barriere e rigidità operative.
Messaggio di fondo: aggiornare il paradigma UE–Cina
Dalla conversazione emerge la necessità di un approccio più costruttivo e selettivo: riconoscere la crescente capacità produttiva e tecnologica cinese e, allo stesso tempo, presidiare i principi di reciprocità, concorrenza corretta e tutela del know-how, individuando aree reali di collaborazione “win-win” dove compatibili con gli interessi strategici europei.
Implicazioni per il comparto: macchinari e tecnologie per vetro piano e cavo
Per il settore rappresentato da GIMAV, il quadro suggerisce alcuni punti di attenzione:
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Competizione su livelli più alti: rafforzare la proposta “high value” (performance, affidabilità, automazione, servizio, soluzioni su misura).
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Accesso al mercato e prevedibilità regolatoria: attenzione a requisiti locali, tender, standard, compliance e gestione del rischio.
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Tutela della proprietà intellettuale e del know-how: elemento centrale in ogni scelta di presenza locale o partnership.
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Green & digital come driver di domanda: efficienza energetica, riduzione scarti, controllo qualità avanzato, monitoraggio e ottimizzazione di processo, manutenzione predittiva.
Spunti operativi per le aziende associate
In termini pratici, la discussione suggerisce quattro direttrici: chiarezza strategica, tutela del valore, resilienza di filiera, proposta tecnologica coerente con le traiettorie di policy.
Cosa monitorare nel 2026 (per il nostro settore)
Tra i temi prioritari: contenuti del 15° Piano Quinquennale, evoluzione del clima per le imprese europee, materie prime critiche/terre rare, policy green, policy digital e dati industriali, standard e conformità tecnica, tutele IP.
Per maggiori informazioni
Umberto De Lorenzo – Responsabile Progetti Internazionali e Relazioni Istituzionali
umbertodelorenzo@gimav.it









